scritto per WeWantHEAT 18 Febbraio del 2011
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Se c’è un giocatore che da bambino, ho amato e mi ispiravo in campo, quello di sicuro era Tim Hardaway.
Timothy Duane Hardaway è nato a Chicago, il 1º settembre 1966, e come altri importanti giocatori che hanno calcato i campetti nella città dei venti, “Tim“, come soprannominato da tutti, con il pallone ci sapeva fare.
Alto 183 centimetri per 80 chilogrammi, dopo la laurea presso la Carver Area High di Chicago, sceglie l’Università del Texas a El Paso, chiamata da tutti UTEP.
Durante la sua esperienza universitaria, Tim grazie al rimpianto ex allenatore Don Haskins, perfezionò un suo caretteristico movimento col palleggio, che prese il nome di “UTEP two steps“.
Tale movimento era un velocissimo palleggio incrociato in mezzo alle gambe e un palleggio frontale che sbilanciava il difensore.

UTEP two step alias Killer Crossover
Grazie anche la sua grande dedizione ai minimi dettagli in campo,Hardaway durante il suo periodo a UTEP, lo portarono a vincere il prestigioso premio Frances Pomeroy Naismith Awards ma nonostante tale premio non riuscì mai a vincere il campionato.
Dopo aver preso il diploma e aver disputato tutti i quattro anni previsti al college, nel luglio del 1989 durante il DRAFT NBA i Golden State scommessero su di lui, selezionadolo con la 14a scelta assoluta.
Nelle sue prime stagioni ai Warriors, grazie alle ottime doti di passatore e realizzatore, formò con Chris Mullin e Mitch Richmond, un grande trio d’attacco noto col nome di Run TMC (in assonanza con le lettere iniziali dei loro nomi, al famoso gruppo hip-hop americano in voga in quei anni: Run DMC).
Dopo 4 stagioni che portarono Golden State a dispurare ai playoff, nella stagione 1993-94, Tim ebbe un grave infortunio ai legamenti del ginocchio sinistro che lo costrinsero a saltare tutta la stagione e i campionati del mondo del 1994.
La stagione successiva quando tornò in campo, la dirigenza dei Warriors dubitò molto sul suo completo recupero, e durante la stagione 1995-96, Tim Hardaway, venne ceduto ai Miami Heat insieme a Chris Gatling in cambio di Kevin Willis e Bimbo Coles.

Tim Hardaway ai Miami HEAT
L’approdo a South Beach, con un grande allenatore come Pat Riley, portò nuovo entusiasmo a Tim Hardaway, soprattutto anche per la presenza di un centro talentuoso come Alonzo Mourning.
Durante la sua prima stagione, con una squadra che credeva nelle sue capacità e composta da ottimi elementi, Hardaway giocò una delle migliori stagioni nella sua carriera, arrivando ad un passo, dalla finale NBA, perdendo contro i futuri campioni, i Chicago Bulls.
Dopo la finale sfiorata nel 1996-97, gli Heat e Hardaway non riscirono a ripete tali gesta, venendo sempre eliminati prima delle finali di conference.
Partecipò durante il suo periodo a Miami a cinque All Star Game, e durante le sue migliori stagioni, Hardaway tenne una media di 20 punti e da 9 assist a partita. Nel 1994 complice un infortunio al ginocchio, dovette rinunciare alla chiamata della Nazionale, ma recuperato, nel 2000 alle Olimpiadi di Sydney, Tim, con gli Stati Uniti vinse la medaglia d’oro.
E’ anche stato anche il più veloce giocatore NBA che ha raggiunto 5.000 punti e 2.500 assist, ad eccezion fatta di Oscar Robertson. Tim Hardaway, al momento, con gli Heat detiene il secondo miglior record di assist con 1.947, superato appunto da Dwyane Wade , il 16 gennaio 2010.
Nella stagione 1996-97 era in lista tra i candidati MVP, ma pur non vincendolo, è entrato nella All-NBA First Team dopo aver condotto gli Heat al miglior record nella storia della franchigia.
Con la sua abilità in declino vista l’età, Hardawayil 22 agosto 2001, fu scambiato ai Dallas Mavericks in cambio di una prima scelta futura.
Come cambio dei playmaker titolare, Tim putroppo non riuscì a ripetere le cifre di qualche anno prima e nel mezzo della stagione, fu di nuovo ceduto ai Denver Nuggets per il playmaker Nick Van Exel.
Dopo le brevi parentesi ai Nuggets e ai Pacers nel marzo del 2003 decide di ritirarsi e diventare un analista di basket per ESPN.
Il 28 ottobre 2009, durante la prima gara della stagione contro i New York Knicks, Miami Heat hanno ritirato la canotta numero di 10 di Tim Hardaway, una vera leggenda e insieme a Sasha Danilovic colui che mi ha avvicinato ai Miami HEAT in giovane età.